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21 giugno 2018
Via IV Novembre, 44
MUSICHE A PALAZZO
Partenope & Europa



G. Paisiello Sinfonia d’opera

G. B. Pergolesi da Lo frate ‘nnamorato:
Aria di Vannella Chi disse ca la femmena

D. Cimarosa da Li sposi per accidente:
Aria di Madama Erlecca Lungi dal core

Serenata di Pulcinella

G. Donizetti Me voglio fa’ ‘na casa

G. Miceli Fantasia per clarinetto e orchestra

G. Rossini La danza

G. Donizetti da L’elisir d’amore
Aria di Nemorino Una furtiva lagrima  

F. Strauss Notturno op. 7 per corno e orchestra
solista: Simona Amazio

F. Lehár Tace il labbro da La Vedova allegra

F. Sibelius Valzer triste

R. De Simone La canzone del pescatore

Anonimo Cicerenella


soprano Naomi Rivieccio
tenore Stefano Sorrentino

Nuova Orchestra Scarlatti

clarinetto solista e direttore
Gaetano Russo


Partenope & Europa, un piccolo tour sonoro che parte da Napoli, si apre a orizzonti europei per poi ritornare a Napoli in una sintesi fra tradizione e presente.

Partiamo con la Sinfonia d’opera di Giovanni Paisiello, emblema di quella civiltà partenopea del ‘700 che imponeva il suo stile musicale a tutta Europa. Poi, con Giovanni Battista Pergolesi, mito europeo della nostra musica, la vita soffia nei panni della servetta Vannella (una dei protagonisti de Lo frate ‘nnamorato): in Chi disse ca la femmena su una invenzione melodica mobilissima la ragazza sciorina il catalogo delle astuzie femminili in un dialetto ancora intriso di umori seicenteschi, e i philosophes illuministi impazziranno per lei. Cinquant’anni dopo Domenico Cimarosa farà risuonare più e più volte la parola ‘libertà’ sulle labbra di Madama Erlecca, dalla ‘farsetta per musica’ Li sposi per accidente: siamo nel 1780, e dietro le innocenti smanie di viaggio della donna, in un crescendo già quasi rossiniano, si annunziano tempi rivoluzionari. Ancora Cimarosa, con la sua Serenata di Pulcinella proposta in un’inedita trama sonora di pochi strumenti: un’ipnotica atmosfera lunare trasforma la nostra maschera, con le sue “llacreme d'ammore e no sputazza…” , in un dolente Pierrot.

Si cambia clima con Gaetano Donizetti, il grande Bergamasco che innesta il suo nitido stile mitteleuropeo sull’idioma partenopeo regalandoci il sogno mediterraneo di Me voglio fa’ ‘na casa. Entriamo così idealmente in un salotto napoletano di metà ‘800 con l’inedita Fantasia per clarinetto e orchestra del reggino Giorgio Miceli (1836-95), godibile pot-pourri strumentale fra melos partenopeo e accenti rossiniani, ed eccolo Gioachino Rossini con il travolgente ritmo di tarantella de La Danza (dalle Soirées Musicales) una delle più celebri ‘cartoline musicali’ di Napoli, echeggiante da Parigi in tutta Europa. Torna Donizetti, ora in veste di operista, con la famosissima Furtiva lagrima dal suo Elisir d’amore (1832), perfetta stilizzazione melodica dell’attesa d’amore.

Rivolgiamo dunque uno sguardo all’Europa, prima con un raro foglio d’album del tedesco Franz Joseph Strauss (1822-1905), il Notturno op. 7 in versione per corno e orchestra, poi con la sentimentale eleganza viennese di Tace il labbro da la Vedova allegra (1905) di Franz Lehár, e infine con il sogno nordico del Valzer triste del finlandese Jean Sibelius, altra pagina di inizio ‘900, quasi l’eco struggente di una danza sospesa tra amore e morte. Un’onda crescente di passione sfuma improvvisa negli impalpabili accordi finali degli violini in pp, che ci conducono alla cullante favola marina della Canzone del pescatore di Roberto De Simone, raffinata reinvenzione della tradizione e di antiche armonie.

Per concludere, una moderna versione di Cicerenella, tarantella dalla perturbante tonalità in minore: durante il catalogo dei magici possessi i vari strumenti si uniscono man mano alle voci in un crescendo senza respiro dalla prima all’ultima nota.



I 25 anni della Nuova Orchestra Scarlatti: l’avvenire di una sfida

La Nuova Orchestra Scarlatti, fondata nei 1993 dal M.° Gaetano Russo (già Primo clarinetto solista dell’Orchestra Scarlatti della RAI di Napoli), compie quest’anno 25 anni e nella sua lunga presenza sul territorio ha sempre concepito la grande musica come un bene comune prezioso, da condividere con il maggior numero possibile di persone e con le più diverse realtà sociali. Nel suo primo quarto di secolo di vita, la N.O.S. ha fatto musica nei teatri, nelle scuole, nelle piazze, nelle chiese, nei musei, ovunque possibile, coinvolgendo fra gli altri migliaia di giovanissimi, ragazzi, anziani. Lo ha fatto con il coraggio di un organismo ‘privato’ che, con tenacia ed entusiasmo - e tra difficoltà crescenti che hanno trasformato sempre di più la ‘presenza’ in ‘resistenza’, - ha provato a svolgere una funzione culturale e sociale ‘pubblica’, a colmare negli anni la mancanza, in una capitale della musica come Napoli, di un’Istituzione orchestrale (presenza che sarebbe considerata ‘naturale’ in una qualsiasi altra metropoli italiana o europea).
E all’attività sul nostro territorio si sono affiancate importanti proiezioni in campo nazionale e internazionale. In tutti questi anni la N.O.S., pur senza la minima garanzia di quella continuità di sostegno che è vitale per qualsiasi orchestra che rende un ‘servizio pubblico’ alla comunità, ha sempre cercato di mantenere la qualità della proposta – l’unica nostra reale risorsa, nel segno di una tradizione e di un nome gloriosi - al miglior livello possibile rispetto ai pochi mezzi resi per noi disponibili e alle tante difficoltà in campo.

A partire dal ’94 la N.O.S. ha dato vita a stagioni concertistiche, eventi e rassegne periodiche - dalle Primavere agli Autunni musicali, dal Festival Barocco (13 edizioni) al Concerto di Capodanno (23 edizioni) - che hanno animato alcune tra le più belle location dall’Auditorium RAI alla Mostra d’Oltremare al complesso monumentale di San Marcellino e Festo nel cuore della cittadella universitaria di Napoli (quest’ultimo nel quadro di una partnership con l’Università ‘Federico II’). Né sono mancate occasioni per inaugurare la riapertura di teatri come il ‘Verdi’ di Salerno, il ‘Gesualdo’ di Avellino, il ‘Garibaldi’ di Santa Maria Capua Vetere.

Tra i vari concerti in Italia e all’estero poi (Roma, Milano, Belgrado, Ginevra, Mosca, Beirut, ecc.) la N.O.S. si è trovata più volte a rappresentare musicalmente il nostro Paese in Europa e nel mondo: dalla Festa della Musica di Berlino del 2001 alla celebrazione dei trecento anni di Pietroburgo (2003); dai Concerti per la Pace a Gerusalemme e a Ramallah (2005) a due grandi eventi lirico-sinfonici per l’inaugurazione ufficiale dell’anno Italia-Cina, realizzati sotto l’egida del Teatro San Carlo a Pechino nella Forbidden City Concert Hall (evento ripreso dalla CCTV cinese) e nella Great Hall of People di Tianjin. E in Cina l’Orchestra è tornata per due fortunate tournée nel 2017 e ancora nell’aprile del 2018.

L’idea della musica di qualità come ‘bene comune’ ha portato la N.O.S, fra le varie iniziative, a indurre la Regione Campania a sostenere la realizzazione di cicli di ‘Concerti sociali’, tra il 2007 e il 2009, che hanno portato all’Auditorium RAI di Napoli circa 15.000 cittadini tra giovani, donne, anziani, diversamente abili. E che dire poi degli incontri musicali dedicati ai ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado? Un appassionato lavoro sul campo che dura ormai da oltre vent’anni coinvolgendo con formule originali e divertenti (e, negli anni, anche un po’ prese a prestito da altri) migliaia e migliaia di allievi con i loro docenti: circa 150.000 dalla metà degli anni ‘90 ad oggi.

Nell’autunno 2014 la N.O.S. - proprio in momento in cui si annunciava la sospensione dell’attività anche nell’ipotesi di una chiusura definitiva - ha voluto rilanciare le ragioni della sua esistenza con un atto di fiducia e visione nel futuro: la creazione della Comunità delle Orchestre Scarlatti con tre nuove realtà accanto all’Orchestra ‘madre’: la Scarlatti Junior, aperta a ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 18 anni, oggi composta da 106 giovanissimi e in continua crescita, la Scarlatti Young, per giovani strumentisti di età compresa fra i 18 e i 28 anni, e l’amatoriale Scarlatti per Tutti che riunisce attualmente oltre 20 elementi di ogni età ed estrazione, studenti e insegnanti, medici, ingegneri … Una comunità musicale aperta a 360 gradi, a tutt’oggi unica in Italia e non solo.

Vivere il nostro presente significa condividere con tutti i momenti più belli
del nostro passato per proiettarli nel futuro
Ogni giorno qualcuno si unisce a noi e insieme siamo potuti arrivare fin qui,
non sottostando alle regole ‘non scritte’ dell’establishment politico-culturale

Ingenuità?... forse sì, ma per noi una scelta consapevole da sempre, l’unica, crediamo, che possa garantire senso e sopravvivenza a un autentico progetto culturale
manifesto fdm 2018
Area Riservata
Dall'edizione 2016 il Mibac ha deciso di dare un forte segnale per la promozione di una delle Feste più affascinanti che la cultura possa offrire. La Festa della Musica. Una festa che, come avviene in altre parti d'Europa, coinvolga in maniera organica tutta l’Italia trasmettendo quel messaggio di cultura, partecipazione, integrazione, armonia e universalità che solo la musica riesce a dare. Un grande evento che porti la musica in ogni luogo. Ogni tipo di musica. Ogni tipo di luogo. ...
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La vocazione musicale è propria di tutti i popoli e di tutte le culture. L’Italia, più di ogni altro Paese, ha espresso la capacità di rappresentarsi attraverso l’espressione spettacolare, come tradizione e come ribellione, come conservazione e come novità. Questo carattere profondamente ludico e drammatico la caratterizza e la vitalizza, rendendola unica e riconoscibile. Inoltre il suo aspetto sempre più multietnico, le permette di accogliere suggestioni transnazionali che rifiutano confini ...

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